Leggi tutte le newsAPPROFONDIMENTI19 Gennaio 2012 - 19:20
Inaugurato il 2012 nel peggiore dei modi, con l’umiliante 0-7 subito a Formello nello scontro diretto con Lazio, la Primavera del Palermo è attesa dal match casalingo con il Pescara, valido per la seconda giornata di ritorno del campionato di categoria. Contro gli abruzzesi, che stazionano nei bassifondi della classifica con appena 13 punti, i ragazzi di Capodicasa e Beggi proveranno a dimostrare che quello di sabato scorso è stato soltanto un incidente di percorso dopo la straordinaria striscia di otto vittorie consecutive.
Sul match in programma sabato 21 gennaio, al Cus di via Altofonte, è intervenuto ai microfoni di reterete24.it il tecnico del Pescara, Antonio Di Battista.
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Mister, il nuovo anno per voi è cominciato bene, sabato scorso - dopo 3 mesi - avete infatti riassaporato il gusto della vittoria; al contrario, il Palermo, dopo una serie di 8 successi consecutivi, è reduce dal cocente k.o. nello scontro diretto con la Lazio. Nel prossimo turno, quindi, si sfideranno due squadre con uno stato d’animo decisamente diverso
"Si, probabilmente lo stato d’animo in questo momento è diverso. Per il Palermo, però, penso che si tratti di un incidente di percorso che ci può stare dopo otto vittorie consecutive e dopo la sosta. Quando si riprende dopo una lunga pausa si deve sempre mettere in preventivo il rischio di una battuta d’arresto: la sosta è un’incognita a qualsiasi livello, non soltanto per i giovani. Sinceramente, però, avrei preferito incontrare un Palermo reduce dall’ennesima vittoria di fila e non da questa batosta: adesso ci attenderà una squadra agguerrita e con grande spirito di rivalsa".
Quando si rimedia un passivo cosi pesante, come il 7-0 subito dal Palermo, e si ha a che fare con dei ragazzi di 17-18 anni, come si comporta un allenatore per far si che la squadra reagisca immediatamente e non si deprima.
"Intanto bisogna subito far capire che si è trattato di una giornata negativa da parte di tutti quanti, perché effettivamente il rischio di un calo dell’autostima è concreto, dopo un risultato del genere. In ogni caso, quando più di un ragazzo non dà il meglio di se, per svariati motivi, e contro una grande squadra come la Lazio, ci può stare che si perda in malo modo. E’ logico che quando i biancocelesti ti schierano Stendardo, Cavanda e Ceccarelli diventa dura per chiunque. A noi, per esempio, hanno fatto 10 gol, disputammo la peggior gara della stagione ma può capitare… Succede anche a grandi livelli una giornata storta in cui si registrano passivi di sei o sette gol. Mi viene in mente la Roma contro il Manchester United o lo stesso Palermo con l’Udinese: se queste partite si rigiocassero altre dieci volte, dubito che finirebbero di nuovo con un tale divario".
Che ricordi ha del Palermo visto nella gara d’andata?
"Ricordo che al termine del match, ed era appena la seconda giornata, dissi subito che il Palermo, insieme a Roma e Lazio, era la più seria candidata a disputare la fase finale del torneo. Per cui non mi sorprende il ruolino di marcia dei siciliani che, a mio avviso, fino alla fine continueranno a tenere testa alle due romane. Ho grande stima del gruppo palermitano. Conosco molto bene Vassallo e lo reputo un gran giocatore; lo stesso discorso vale per Barberis, per non parlare dell’attacco rosanero: Zerbo e Bollino sono due giocatori che hanno gamba, sono veloci, molto tecnici e possono metterti in difficoltà in qualsiasi momento. In generale, la società lavora molto bene a livello di settore giovanile. Anche quest’anno, infatti, ha investito tanto su diversi giovani stranieri di ottime prospettive".
A Pescara avete Zdnek Zeman, maestro del calcio offensivo, che sta facendo volare la prima squadra nel campionato di B. Anche il vostro modo di stare in campo è modellato sull’impronta di gioco del tecnico boemo?
"Si, in linea di massima si. E’ capitato però che nel corso della stagione mi sono ritrovato a dover alternare altri moduli, come il 4-2-3-1 o il 4-3-2-1. Sicuramente il nostro modulo base resta il 4-3-3 ma a volte, tra gli infortuni e tra il dover anche adattare lo schema di gioco all’avversario, ho dovuto cambiare. Quindi il modello che seguiamo è quello della prima squadra ma chiaramente con le dovute proporzioni. Tengo a sottolineare che al momento quello del Pescara è il miglior gioco espresso nel panorama nazionale: ben 33 gol provengono solo dagli attaccanti. Una roba pazzesca".
Tra l’altro Zeman è uno che non si tira indietro nemmeno quando c’è da lanciare un giovane. C’è qualche vostro ragazzo in odore di prima squadra?
"Bacchetti, che è un classe ’93, ha già disputato quattro partite di serie B. Ha detto bene, Zeman non si tira indietro quando c’è da lanciare un giovane. Pensate che, al momento di far esordire questo ragazzo, il Pescara era reduce da due sconfitte di fila, quale altro allenatore si sarebbe assunto questa responsabilità? Zeman, come spesso fanno altri tecnici, avrebbe potuto spostare di ruolo un altro giocatore esperto della prima squadra e invece ha subito puntato sul giovane. Devo dire che è stato ripagato anche abbastanza bene: con Bacchetti in campo, il Pescara ha totalizzato tre successi e un pareggio. Un altro ragazzo da seguire è Perrotta che purtroppo per il momento non abbiamo a disposizione, perché prima ha riportato una frattura al perone e poi è stato messo fuori da una mononucleosi. Si tratta di un classe ’94, che proprio il Palermo lo scorso inverno aveva fatto seguire e ad agosto aveva quasi preso. Poi svanì tutto per il grave infortunio”.
Salvatore Bavari
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